sabato 8 marzo 2014

A tutte le donne di Alda Merini


Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso            
sei un granello di colpa
anche agli occhi di Dio
malgrado le tue sante guerre
per l'emancipazione.
 

Spaccarono la tua bellezza
e rimane uno scheletro d'amore
che però grida ancora vendetta
e soltanto tu riesci
ancora a piangere,
poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,
poi ti volti e non sai ancora dire
e taci meravigliata
e allora diventi grande come la terra
e innalzi il tuo canto d'amore.

venerdì 7 marzo 2014

Uno dei Paesi Bassi

Duecentoquaranta euro.
Questo quanto ho salvato dallo tsunami delle bollette mensili.
Duecentoquaranta euro con cui dovro' navigare a vista per il resto del mese.
A cosa serve coltivar temperie sociali,  se la vita non e' altro che difesa dalle calamita statali?
Me lo domando serio, mentre mi tengo in equilibrio su un filo sottilissimo come un funambolo cieco di vita e di sogni.
Perche' cosi' vivendo tutto si restringe finche non vedi piu' nulla o quasi.
Mi resta infatti, un lieve sorriso pensando a quando da bimbo volevo diventare un grande uomo in barba a  una statura fisica che certo non mi aveva  premiato.
Qualcosa di buono in  trent'anni  di vita l'ho pure fatta, ma non abbastanza da meritarmi il rispetto delle istituzioni che invece d'elargir servizi pretendono doveri e obblighi al limite del praticabile.
Alla fine oggi ho pagato tutto ma in mezzo a tutta questa immane fatica, non mi sento italiano. 
Ma uno dei Paesi Bassi. 
Infatti, preso a calci dallla sorte come sono, e' li' che fa piu male.

martedì 4 marzo 2014

Burattini

PAUL VERLAINE

Scaramuccia e Pulcinella,
uniti da un malvagio disegno,
gesticolano neri contro la luna.

Intanto l'eccellente dottore
bolognese coglie lentamente
i semplici nell'erba bruna.

Allora sua figlia, musetto grazioso,
sotto la pergola, di nascosto,
scivola via mezza nuda alla ricerca

del suo bel pirata spagnolo,
del quale un languido usignolo
grida lo sconforto a squarciagola.

(da Feste galanti, 1869)

lunedì 3 marzo 2014

La Grande Bellezza: come entrare in una gelateria e affondare la mano nuda nella vaschetta del pistacchio



A rischio d'esser impopolare ve lo dico subito: non son contento della vittoria di Sorrentino agli Oscar. Questo perche' in Italia  le vittorie non son mai produttive. Diventano perlopiu' parei dove nascondere pruriginosita' e imperfezioni che la nostra latente inclinazione al patrio autoreferenzialismo d'accatto trasforma  subito  in comodi davanzali da  dove bearsi dei propri gioielli di famiglia senza rendersi conto che in realta’ non son altro che avari fondi di bottiglia.
Se cosi e'questo film e’ l’esposizione assortita e variegata dei nostri umorali intestini  intessuta di tutta la mercanzia del sentimento disponibile sul mercato utile a trainare tutto il teatro umano del mondo : l'amore, l'erotismo, l'avventura, le risate, la perdita, il dolore:  la Grande bellezza  contiene tutti gli ingredienti che cerchiamo in un film . Il tutto senza misteri ne ritrosie ma anzi con un'immediatezza esagitata, stordente, sfiancante. Come se i nostri pregi e i nostri difetti si moltiplicassero a dismisura e la pellicola li srotolasse ad uno ad uno senza edulcorati pietismi e freni inibitori.
Vedere  il film di Sorrentino è come entrare in una gelateria e affondare la mano nuda nella vaschetta del pistacchio. Salvo poi, con stupore e sospetto, accorgersi che la temperatura del gelato è bollente.
Come gli anni che racconta, rutilanti,borbottanti  , sconci.
Come quelli di una generazione in bilico tra l’essere e l’apparire, l’esserci e il comparire per poi perdersi in un fastidioso e fastoso, ottuso rappresentare.
Se l’arte e’rappresentazione delle umane miserie, il film centra bene  l’obiettivo.
E’ pur vero, pero’ che non bisogna compatirsi come il film, attraverso l’eccezionale maschera di Toni Servillo rischia di fare.
L’Italia all’ultima spiaggia di Matteo Renzi non ha bisogno di foglie di fico. Ha gia' avuto Silvio Berlusconi a fargli da assorbente compiacente per vent'anni.
Ora basta. 
 A quelle, ci pensa gia' Raffaella.



sabato 1 marzo 2014

Preistoria e poststoria

La preistoria e' cominciata con l'allevamento del bestiame. La poststoria sta cominciando con l'allevamento dell'uomo.