Ad un Paese da elettroencefalograma piatto, basta un cucchiaio per riscoprirsi Nazione ed esibire un volto bello e orgoglioso d'essere italiano.
Scommetto che oggi tutti tireranno fuori i paragoni con quello di Totti agli Europei di dodici anni fa.
Ci può stare ma fino ad un certo punto.
Il primo era lo sberleffo presuntuoso e sbarazzino di un Italia catapultata in Europa quasi per caso che voleva capirci qualcosa senza intuirvi molto e s'aggrappava a tutto pur di restarvi (pali salvifici, traverse miracolose, portieri in stato di grazia).
Il secondo è l'emblema di una storia che nonostante tutto va avanti: senza la quale temo, il Paese avvertirebbe di più la sensazione di non farcela, di non vivere, di sopravvivere.
La foglia di fico di un Paese dove il divertimento è un diversivo utile a mascherare incertezza e delusione.
Un Paese dove i giovani sognano da soli e sognano europeo cercando nelle tasche gli euro utili a cambiargli la vita. Subito, immediatamente ora.
La politica loro del resto, l'han chiusa fuori stritolata dai suoi scandali interni.
Ai politici servirebbe un' endoscopia.
Ai giovani di oggi basta un cucchiaio.
Sopra c'è l'Italia che verrà, desiderosa d'esultare, di sperare in una storia che non gli faccia venir la nausea dopo pochi capitoli.
A quella d'altronde ci pensa Sartre.
A noi basta la capigliatura di Balotelli.
lunedì 25 giugno 2012
domenica 24 giugno 2012
Acquosa solitudine
Dispositivi
elettromagnetici e sguardi sempre pronti a rincorrersi
e fottersi l’uno con l’altro, l’altro con l’uno e chi rimane in mezzo è fottuto.
Lasciato
per sempre alla deriva dell’esistenza a contare i passi di un cammino
interminabile minabile più del previsto.
All’improvviso
un senegalese e qualcuno parla di solidarietà.
Ma
l’unica cosa solidale e la fetta di cocomero in fondo allo stomaco di tutti i
quali con tatto hanno scartato i semini.
La
vita è quei semini là. Risparmiati da una morte precoce ingannano il tempo in
un’acquosa solitudine.
venerdì 22 giugno 2012
Momenti
Ci sono dei momenti in cui mi odio senza motivo.
Momenti in cui vorrei essere un funambolo per saltare a piedi pari l'ultima disparità e sentirmi davvero integro.
Non dovrei chiedermi il perchè delle cose fino allo sfinimento.
La vita è una sfilza di pareggi privi di vittoria.
Il succo di tutto è riequilibrare per stare al passo di un depresso avvenire mai realmente accaduto.
Forse precipitato tra il capo e il collo di un callo cupo che a stento copro con vello di capra.
E puzza un sacco.
Vorrei essere come Adam Brody nel film "Il bacio che aspettavo".
Invece la mia vita è un brodo rappreso d'emozioni mai completamente espresse.
Quello che non si da e ciò che non si vuole.
Ma non si può non volere per sempre.
E' un giorno si dovrà volare e magari trovare il coraggio di desiderare di più per morire di meno.
Non oggi però.
Momenti in cui vorrei essere un funambolo per saltare a piedi pari l'ultima disparità e sentirmi davvero integro.
Non dovrei chiedermi il perchè delle cose fino allo sfinimento.
La vita è una sfilza di pareggi privi di vittoria.
Il succo di tutto è riequilibrare per stare al passo di un depresso avvenire mai realmente accaduto.
Forse precipitato tra il capo e il collo di un callo cupo che a stento copro con vello di capra.
E puzza un sacco.
Vorrei essere come Adam Brody nel film "Il bacio che aspettavo".
Invece la mia vita è un brodo rappreso d'emozioni mai completamente espresse.
Quello che non si da e ciò che non si vuole.
Ma non si può non volere per sempre.
Non oggi però.
lunedì 11 giugno 2012
Solo un pò scremato
Tra volere e potere solo le lettere che servono per formarle sanciscono una parità effettiva.
In realtà c'è davvero un abisso tra di loro colmato dalla ferrea volontà individuale o collettiva di ognuno di non soccombere.
E' così che certe Nazioni si son tenute in piedi nel corso della storia e così che in questi giorni andrò avanti.
Sembra la dichiarazione di uno che sta per morire.
In realtà tra qualche settimana devo "solo" fare il penultimo esame universitario della mia vita.
Perdonate ma certi giorni per una carezza mi venderei intero.
Invece sono solo un pò scremato.
E non mi piace.
In realtà c'è davvero un abisso tra di loro colmato dalla ferrea volontà individuale o collettiva di ognuno di non soccombere.
E' così che certe Nazioni si son tenute in piedi nel corso della storia e così che in questi giorni andrò avanti.
Sembra la dichiarazione di uno che sta per morire.
In realtà tra qualche settimana devo "solo" fare il penultimo esame universitario della mia vita.
Perdonate ma certi giorni per una carezza mi venderei intero.
Invece sono solo un pò scremato.
E non mi piace.
martedì 5 giugno 2012
L'urlo digitale
Punge il mattino
Sul lambire di una tempesta senza fine
E mentre il cuore di
colpo s’arresta
Avverto l’ aridità delle cose finite
A che serve una nuova piattaforma televisiva?
La gente avrà a disposizione solo più modi per esibire un
addio
La gente è distratta
E’ davanti a una proterva distrazione
Anche l’urlo più moderno
respinto
Si dissolve
sabato 2 giugno 2012
Ritorno e ripasso
Ritorno qui dopo molti giorni
e ripasso.
Cosa? Un po’ di storia
contemporanea.
Un po’ per me e molto anche
per voi. Cosi mi tengo in allenamento e vi rinfresco la memoria.
Tanto oggi si può. Oggi è
festa. La Festa della Repubblica
Italiana.
Ottenuta di misura, non ha
mai allargato molto l’ampiezza delle proprie vedute, per definirsi davvero
tale.
Cosa è successo quindi negli
ultimi 66 anni ?
Vediamo un po’.
Con la caduta del fascismo e
la nascita della repubblica, nella migliore tradizione italiana, tutto cambiò
affinché tutto rimanesse come prima. Nei posti chiave del comando
(magistratura, forze armate, soprattutto servizi segreti) rimasero i fascisti
di prima, che si limitarono a mettere via la casacca nera e a dichiararsi
"democratici".
Con la democrazia, purtroppo
per loro, è giunta però anche l'istruzione, ed ecco che nel corso dei decenni
anche persone giunte dal basso si sono fatte strada verso l'alto.
Ma non tutti in Italia hanno ali abbastanza forti per
volare nell’empireo dell’esistenza.
Meglio quindi trovare
qualcuno abbastanza basso in cui riconoscersi e intravedere le proprie mancanze
per non perdere il contatto con se stessi e restare con i piedi per terra.
Ma da soli si muore. E’ bene
quindi farsi accompagnare da uno stuolo di sculettanti e servizievoli donnine. Così
per distrarsi un po’ e passar allegri le serate.
Ma non tutti vanno di lifting
e formalina. Molti i neuroni c’è l’hanno ancora e possono crear problemi.
Meglio allora cercare di
mettersi al riparo per il futuro.
Come?
Annientando la scuola, così che non ci siano generazioni di uomini e donne dotate di spirito critico, capaci di
riconoscere i delinquenti al potere.
Il compito di fare piazza
pulita dell'istruzione, poi nel corso degli anni è stato facilissimo.
Basta complicare le regole d’entrata
ogni cinque minuti è il gioco è fatto. Metteteci poi delle tasse astronomiche di gran lunga superiori al reddito procapite d’ognuno,è
la frittatona è fatta.
Ma il rutto in Italia non è
libero e i ratti entrano da tutte le parti e i retti e chi ne avrebbe il diritto,
scappa all’estero perché la democrazia è una parola lunga e il popolo un
ritornello confuso in una manifestazione di protesta d’inizio estate.
E, a noi tutti non resta che
attaccarci al tram sperando di non cadere dal predellino.
Certe voragini nel terreno non
le copre nemmeno il catrame.
Figuriamoci un cappotto.
mercoledì 23 maggio 2012
In memoria di Giovanni Falcone
La mafia sbanda,
la mafia scolora
la mafia scommette,
la mafia giura
che l'esistenza non esiste,
che la cultura non c'è,
che l'uomo non è amico dell'uomo.
La mafia è il cavallo nero
dell'apocalisse che porta in sella
un relitto mortale,
la mafia accusa i suoi morti.
La mafia li commemora
con ciclopici funerali:
così è stato per te, Giovanni,
trasportato a braccia da quelli
che ti avevano ucciso.
Alda Merini
(da Ipotenusa d'amore, La Vita Felice, 1994)
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