martedì 29 marzo 2016

Come fai sbagli:trama fragile dei tinelli d'Italia

Caterina Guzzanti.
Progenie di lusso rappresentava un tempo, la coscienza critica di un giovanilismo reietto e sprezzante.
Curioso ritrovarla quindi a ramazzar dimessa la convenzionale  battigia da share della  domenica sera di Raiuno.
Addio causticità feroce sul tubo catodico, addio cera  di nicchia  nauseante i canotti dorati da prima serata.
Ora interpreta una fiction che si chiama "Come fai sbagli" contribuendo a chiarire insieme a bravissimi attori  con coerenza prodiga ed esatta  la filosofia di Raiuno:
quella di evolvere e tumulare   il modello "nonno Libero" con un linguaggio e temi adeguati al 2016.
Ecco dunque che in scena va l’attrito agrodolce tra due prototipi di famiglie che vede da un lato gli Spinelli (accomodanti, amanti dell’incerto, schiusi al raffronto, multi - generazionale con i propri figli) e dall'altro lato i coniugi e relativi eredi Piccardo, zuppi di conservatorismo e ipocrisia innati.
Uno schizzo confortato dai connotati del previsto e dello slalom torpido tra paradigmi predefiniti:
la figlia dissidente  dedita ai consigli della nonna , il figlio asino a scuola solidale col padre a lavoro, le coppie che fanno della buona fede il salvavita delle loro unioni, il mondo che è malfatto - accidenti -, e a volte anche un po' atroce, ma alla fine l'unione fa ancora la forza. Ancora gomena di una crucciosa ma sempre valida mescolanza. Evviva.
Quanto basta per disincagliare la sceneggiatura dal terrore di una distanza abissale tra i rispettivi ruoli e il tentativo sincero di un confronto leale utile ad agevolare un sopore pacifico:
percorrendo audace  il pavimento liquido di una relazione scoscesa  priva della pretesa di cavarne felici appianamenti.
Il tutto - e torniamo in corsa al punto di partenza - con lady Guzzanti e titolati colleghi che recitano in sottrazione calmierando  slanci e toni, assillati e inquieti come la trama fragile di molti tinelli d’Italia.
Occhielli cortesi di una modernità solo di facciata.


domenica 27 marzo 2016

La Pasqua


Sfamo
L’istinto dell’assenza
In questo colmo di solitudine.

L’orizzontalità non riempie
Manifesta secchezza di avvii

Quante perifrasi

per circuire
un vuoto di sguardi

La Pasqua
è questo perenne

mimetizzare eclissi.

lunedì 21 marzo 2016

sabato 12 marzo 2016

Zoff - Buffon

Zoff – Buffon. Staffetta obbligata tra due troncamenti immersi nel tutto a stagliarsi azzurri e invincibili sul mare inquinato da una complicata tenebra zeppa di lingue e poche parole da ancorare certe al gres liquido di un mondo omogeneizzato in faccina riflesso.
Sul piano che è fondo solo per orbi di spazio, una stella Dybala ad allungare indiscusso la distanza da altri argentini inseguitori che è uno poi , ma fa una squadra intera pressata lucida dal più esatto degli esiti.
E poco importa se mancan solo tre minuti all’apoteosi finale da un record da Guinness.  
Gigi cerca nuove vittorie. Ha una squadra intera per provar a farlo e un’ansa rivoltata e disponibile al capolino di un nuovo sole. Si chiama Vittoria ovviamente. Non è bella quanto Alena e Ilaria  la conosce da poco, ma  lo sappiamo  ormai da tempo, sul divano di casa Buffon  e non solo,  è  una presenza fissa.


domenica 6 marzo 2016

La sete inestinguibile di una Vecchia Signora

Inesauribile la Juventus. Gioca a domino con vecchi e nuovi, riserve e titolari ma non sbaglia un colpo comunque. Barzagli e Lemina a tenere la fune tra i giorni neri d’infortuni e difficoltà chiare d’inserimento in cui il desiderio di rivincita cozzava contro un ingranaggio duro al presente e un fiume di rimpianti verso un passato prodigo di liete memorie.
Bello ad un passo di un nuovo trionfo irraggiarlo d’inedite comete a illuminar un dato di fatto: la Juventus non è un concetto monotematico e subalterno. E’ invece un impianto non sempre scorrevole certo, ma comunque efficace di calcestruzzo abnegazione e fatica.
Quella di chi ci è sempre stato (Barzagli) e chi s’affaccia grintoso ai perigli del calcio che conta(Lemina). Un impasto ottimo e abbondante, niente da dire.
Anche così s’alimenta  un amore che scorre inesauribile. Inestinguibile come la sete di una Vecchia Signora immarcescibile al tempo. A cui i record fanno solo bene.