giovedì 23 aprile 2015

“Dove vanno le anatre di Central Park quando il lago ghiaccia?”



Quella mattina, Antonio stava uscendo da casa quando la madre gli disse “Ah, dimenticavo: ieri è arrivato questo pacchetto per te”.
“Un pacchetto?" "Per me?”
Lo prese e lesse l’indirizzo: era proprio lui.  Il pacco era piccolo ma invitante. Lo rigirò un pezzo tra le mani, poi ebbe come un’illuminazione: doveva essere Holden! Anzi no, non proprio Holden, Salinger ma insomma erano la stessa persona…

Aprì il pacchetto. Una carezza di rossetto sigillava una busta.   Incuriosito, la aprì. Petali di tulipano giallo istoriavano un “Grazie”. Antonio rimise  a posto l’involto e uscì da casa con un sorriso panoramico.

Anche se per interposta persona, aveva fatto centro. Quello che da qualche tempo Antonio non aveva più e cercava ostinato seguendo altrui passi.

Meglio ancora se certificati dalla Santa Romana Chiesa.

Qualche mese prima era stato in Umbria sui sentieri di San Francesco d’Assisi, dove aveva incontrato Piera.  Piera aveva trentacinque anni ma chiunque l’avesse vista gliene avrebbe appioppato almeno il doppio. Scriveva cronache teatrali sul giornale locale ed era li squittiva, per ritrovare l’umorismo nella sua scrittura. Non ebbe subito chiaro il perché, ma Antonio capiva la frustrazione di Piera. Nella scrittura, come nella vita, è solo questione di distanza. Se ci si accanisce troppo, il foglio avvampa, impaurisce, confonde, blatera sciocchezze, comincia a tremare. Ma se si è distanti,  soffre, si intristisce, non dorme, e schiuma poesie. Per questo Antonio si trovava lì.  Per provare a vedere se un’altra via era possibile da quel quotidiano soave lacerarsi.
Animati da comuni obiettivi, fu naturale per i due, fare amicizia. Antonio poi aveva un’aura così conventuale e rassicurante, che per Piera fu normale confidarsi con lui.  Poco dopo contravvenendo ad ogni ritrosia, lo cercò pure su Facebook per chiedergli se c’era qualcosa che potesse instillarle di nuovo la gioia di scrivere. Alla domanda, Antonio non ebbe dubbi: Il giovane Holden. Quando la vita sdraia, non c’èra di meglio. Dopo poco Antonio, che era proprio ferrato su Holden Caulfield e dintorni, al punto di sognare che il primo figlio disponibile lo avrebbe chiamato così, non perse tempo a regalarglielo. A dire il vero gliel’avrebbe spedito subito, solo che, grazie alle simpatiche poste italiane e alle feste di Natale, il pacco arrivò circa ottanta giorni dopo.

Fu semplice per Piera quando finalmente giunse quel piccolo plico verde pensare alle avventure di Phileas Fogg e il cameriere Passepartout in giro per il mondo raccontate dal suo mito di sempre Jules Verne. 

Al contempo, decise che quell’uomo dall’inchiostro ancora inedito meritasse fiducia. Come quel libro in fondo.

Lo lesse tutto in una notte, e scoprì immediatamente quanto quelle pagine fossero davvero importanti. Parlavano il linguaggio semplice dei ragazzi, parlavano di spazi infiniti, parlavano di libertà.
Lo lesse di nuovo, mettendosi a letto.  Scoprì altre cose. Il libro in realtà parlava di un seme, il seme della libertà, che cresce nonostante alcuni uomini lo vogliano soffocare. Ma è più forte, segue la sua natura, cresce piano ma inarrestabile.

La mattina dopo Piera chiamò Antonio con un entusiasmo inaudito chiedendogli di raccontargli la storia di J. D. Salinger l’imperscrutabile autore del libro.  Antonio, energico le disse qualche frase semplice ma ad effetto con la pr
omessa  di raccontargli quella sera a cena,  tutta la storia.

Tutto volgeva al meglio, quando Piera di botto se ne uscì con un’ultima, sensazionale domanda:

“Dove vanno le anatre di Central Park quando il lago ghiaccia?”


 Antonio sorrise e lieto riattaccò. Calmo. Come non si sentiva da molto, molto tempo. 

Un raggio di primaverile chiarore entrò fulmineo dalla finestra formando un angolo perfetto tra la copertina del libro e la sua anima spazzando d’incanto le nuvole in cielo andando a illuminare un angolo nascosto dell’appartamento.


Su una mensola in prossimità del soffitto, era sbocciata una margherita - petali bianchi, tubuli gialli, la sua pienezza, un fuoco d’artificio nella flanella del giorno.
Con lo strepito di un sole infante riempiva di sé quel grigio mozzicone di terra più di un esercito schierato in battaglia o una folla tumultuante in cerca di pane e rivincita.
Meravigliosa la forza della vita che godeva  in silenzio.


In quel momento Antonio capì che il seme della libertà stava fiorendo, anche in casa sua.


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