sabato 14 giugno 2014

La crasi di una chimera



Nell’aporetico incalzare

D’istanti infiniti

La crasi 
di una chimera

Disfa ombre
 sul selciato.

venerdì 13 giugno 2014

Rivoglio il Mio SKY!!!!!!!!!

Ci voleva un Mondiale di calcio giocato su campi di salsedine e saudade perche' io avessi il digitale terrestre in casa e rimpiangessi SKY sul balcone. 
Non tanto per la confezione in se' ma per chi l'infiocchetta e in qualche modo rapperesenta.
Mi riferisco ai telecronisti della TV di Stato. Troppo statali per non sembrare solo degli impiegati accatastati alla rinfusa in qualche stropicciato albergo di provincia brasileiro.
Quegli occhi stressati di Volpi e compagnia pelosa
da maldigerite nottate a farfugliare pallone dopo soli 90 minuti di calcio vero fanno tenerezza se non ribrezzo.
Potrei prendere il largo e andarmene lontano ma mi fermo subito e vi spiego.
Cerimonia bellissima  da Balliamo sul mondo con i fondoschiena  di Jennifer Lopez e Shakira a farci da guida per i sentieri di una partita eccitante come un Cubra Libre alle quattro del pomeriggio con una Croazia frizzante e  strepitosa e un Brasile Neymar dipendente. Come a dire se non rolla lui qualcosa andare avanti per i ragazzi di Scolari sara' proibitivo se non impossibile.
Ma il commento ragazzi... il commento di tale Alberto Rimedio e' stato irrimediabilmente  languente e sonnacchioso come neanche un funerale di Stato autorizzerebbe.
E' dire che delle esequie ci son pure state ieri sera. Quelle delle regole e del buongusto. I giapponesi sorridono sempre va bene. Ma cosi' servili non me li ricordavo.
Nella vita, bisogna avere il sacrosanto coraggio di andar controcorrente, sciolti dal potere costituito.
Una squadra che ha un centravanti di nome Hulk non ha bisogno di due gol irregolari per esultare. La Roussef non sara' rieletta comunque. Il Brasile andra' avanti lo stesso.
La RAI no. Trasmette solo 25 partite in quest'edizione per colpa di un Montismo di ritorno e colta da improvvisa soggezione e si comporta come gli imbucati alle feste dei VIP. 
Sorride, s'ingozza e scappa. Almeno a Mediaset quando si parla di calcio  (e  non solo ), ci si scoscia e accoscia senza paura di inzaccherarsi un po' nell'inevitabile pozzanghera aliena dalla ritenzione idrica estiva. Quasi a fraternizzare con un consapevole limite.
La RAI no. Infagottata in un tailleur con stampella inclusa ancora incellofanata (avete visto com'era imbalsamata Simona Rolandi?) sorride a comando per dovere d'inquadratura e smoccola improperi dietro le quinte ma se il massimo dell'intrattenimento e' Marino Bartoletti (che pure adoro), che discetta di bossanova allora la chiave non gira e qualcosa non va.
Se poi per sintonizzare un canale devi piazzarti come Sampei alle prese con uno dei suoi mefistofelici pesci Ilaria D'Amico fa bene a trombarsi Buffon e non me.
 Rivoglio il mio SKY!!!!!!!!!!!!


giovedì 12 giugno 2014

Breve storia personale dei Mondiali di calcio:quando esser vecchi non significa esser rincoglioniti

Non sono un polpo. E non sono così fortunato da poter indicare con certezza chi vincerà stasera.
Ma sono anziano. Non anagraficamente intendo. Ma quando ti rendi conto che le cose che ricordi sono di più di quelle che vivi, allora significa che sei invecchiato.
Quello che si concluderà tra poche ore è il mio ottavo Mondiale.
Non tanti per descrivere l'umanità intera ma la storia di una singola persona quella sì. Meglio ancora se singola per davvero. Il calcio infatti, è un rito maschile e le intromissioni femminili sono come lo zampone a Natale: necesssario ma non fondamentale (a me ad esempio, non piace).
Il calcio mi ha salvato la vita e mi ha insegnato che lo spettacolo non lo fanno i colpi di tacco, i tiri ad effetto, le punizioni a giro, le rovesciate, ma il pallone e i ricordi che puoi attaccarci addosso.
Va da se, che sono molti i ricordi che potrei attaccare sul pallone della mia vita che ve l'assicuro non è stata una palla ma una mongolfiera di emozioni e sentimenti tali che a volte mi meraviglio l'abbia potuta vivere proprio io.
Sono nato con la camicia io. Primavera 1982. Mercoledi. Il giorno prediletto della Nazionale che infatti quella sera e giocava e pareggiava (0 a 0) con la Grecia. Neanche il tempo di abbracciare la vita che la vita abbracciava me con le mani di mia cugina che dondolandomi come uno jo -jò mi insegnava a dire "Campioni del mondo!, Campioni del mondo!!, Campioni del mondo|||||||| come aveva fatto qualche mese prima, il mitico Nando Martellini.
Dalle foto dell'epoca, però intuisco che la questione non mi attirava molto. Sembravo anzi più interessato a guardare i tedeschi. Uno in particolare. Il barbuto e ipertricotico Paul Breitner. Segno del destino? Boh! Mistero glorioso.
Messico 1986. Avevo 4 anni è come tutti guardavo ipnotizzato Diego Armando Maradona chiedendomi se ci fosse qualcuno in grado di fermarlo. Non lo sapevo ma una cosa era certa: a messa la domenica, non avrei dovuto pettinarmi a quel modo.
Italia 1990. Avevo 8 anni e il carrozzone mondiale sbarcò a casa nostra che lo accogliemmo con tanto di bandierone fuori dal balcone.
L'atmosfera che si respirava a casa mia, era pari a quella che si sentiva in tutto il Paese e si guardava attraverso "I ragazzi della III C". Una marea di aspiranti "Cumenda" pullulava boriosetta e ipereccitata per le strade del mondo gridando "ci siamo anche noi" e pretendendo un posto al sole (sarebbe arrivato sei anni dopo), mondano.
Ma erano solo intrusi e basta. Come Totò Schillaci capocannoniere di quel mondiale.
Non era bello e la sua testa era già devastata da una tremenda calvizie, ma la sua faccia era incredibile: lo specchio fedele di una generazione. Ogni volta che segnava (lo fece sei volte),sembrava dire "non so come ho fatto e non chiedetemelo".
Usa 1994. Avevo 12 anni e di quel Mondiale ricordo tutto. Fu l'unico visto insieme a mio padre che si deve essere annoiato molto perchè poi non l'ho più visto.
Apparte questo, ricordo di aver aspettato molto quel mondiale di cui sapevo tutto e ho visto tutto: la cerimonia d'apertura con il concerto di Diana Ross, il pubblico festante, entustiasta ed incompetente, la traversa colpita e sfasciata da Marcelino Bernal, le foreste tropicali di Valderrama, l'uccisione di Escobar,il bomber russo Oleg Salenko che fece 5 gol in una sola partita, il vecchio Roger Milla capace a 42 anni di segnare ancora, l'espulsione di Zola, Signori che faceva il terzino, l'infortunio di Baresi e il suo recupero lampo, e sopratutto Roberto Baggio, i suoi dolori, le sue riprese, le sue magie, e il rigore sbagliato...
Ma fui contento lo stesso perchè un Mondiale si vince con la squadra non con unsolo fantastico giocatore. Ed il Brasile era meglio ed ebbe la meglio seppur ai rigori.
Francia 1998. Avevo 16 anni e l'amore s'abbattè su di me più o meno col fragore del tiro sulla traversa di Di Biagio contro la Francia. Noi eravamo migliori ma ce ne accorgemmo tardi. Proprio come me: mi ero innamorato ma non me ne resi conto. Succede.
Giapporea (Giappone e Corea 2002. Avevo ventanni e quel 18 giugno 2002 mentre l'Italia naufragava sotto i fischi di Moreno io scrivevo il mio primo pezzo per una testata vera e propria. Un emozione straordinaria vissuta in una camera oscura in compagnia di nove mele verdi e una ragazza straordinaria e ho detto tutto.
Potrei dirvi del folcloristico Senegal e del peluche Ronaldo ma mi fermo qui.
Austria - germania 2006. Avevo 24 anni e da due avevo iniziato l'università. Quell'anno 12 esami superati a pieni voti un'atmosfera da spalle al muro e una serie di facce. Quella  rassicurante di Guido Rossi, il piangente Moggi, il drammatico Pessotto, il disastro Juve, il mitico Del Piero (di cui contavo anche le palle toccate), il salvifico Totti, l'arrembante Grosso, il granitico Materazzi, il duro Lippi, lo svitato Zidane, il flemmatico Pirlo, e Cannavaro bonzo in trionfo a corte degli imperatori del mondo e noi tifosi sommersi all'infinito in un mare finalmente tutto azzurro...
Serve altro?
Sud Africa 2010. Ho 28 anni, 13 operazioni alle articolazioni per una   gamba nuova ed imparato nel frattempo un sacco di cose: ne cito qualcuna in ordine sparso.
So suonare la vuvuzela, sono sbarcato su facebook e sono incisivo anche lì a quanto pare. Non avrò mai moltissimi amici, ma sono felice lo stesso che poi credo sia forse la cosa importante alla fine della fiera e di questo piccolo calderone di palloni e di ricordi è proprio questo: esser contenti lo stesso. Che vinca Olanda o Spagna, che il polpo Paolo azzecchi o meno il risultato di stasera.
Io mi divertivo con Piolo (alias Paolo Bonolis) e gli octopodi a quanto ne so, lasciano brutte escoriazioni sulla pelle quindi si salvi chi può... e vinca il migliore.

Brasile 2014: Ho superato i trenta e vorrei avere la freschezza atletica di Insigne per superare gli avversari della vita.
Mi sento come Criscito invece. Escluso perenne da tutto, tutti vivo tempeste cui non segue
una tregua da anni.
Non so se un mese di azzurro mondiale appeso alle lune  baiadere di Balotelli, Immobile e Cassano possa cambiare qualcosa.
Il fuso orario ammette discrepanza. 
La vita, squartandomi lo specchio delle illusioni , ha gia' fatto il resto.

mercoledì 11 giugno 2014

Poche indicazioni



Da tanto scartoffiare

Poche indicazioni giungono

Al mio occhio pallido

Larva un destino

Che come uno spettro scompare.

sabato 7 giugno 2014

E 'anch'io m'annero



Illividisce il tratto

La piuma senza un ventricolo

Da far palpitare.

E’ anch’io m’annero

All’ombra di un ricordo sbiadito

Tra le rughe di un volto mendace;

Fallite carezze

Stropicciano remoti

Sguardi bovini.

giovedì 5 giugno 2014

Aironi neri



Aironi neri

Piombano il cielo

D’avare speranze.



 Il vuoto orna attorno

Urne di silenzio



Tiranneggiano l’oro alpestre

Di servili sporgenze

Astri decaduti

Di sogni.

lunedì 2 giugno 2014

Muore ignominiosamente la Repubblica



MARIO LUZI


MUORE IGNOMINIOSAMENTE LA REPUBBLICA

Muore ignominiosamente la repubblica.
Ignominiosamente la spiano
i suoi molti bastardi nei suoi ultimi tormenti.
Arrotano ignominiosamente il becco i corvi nella stanza accanto.
Ignominiosamente si azzuffano i suoi orfani,
si sbranano ignominiosamente tra di loro i suoi sciacalli.
Tutto accade ignominiosamente, tutto
meno la morte medesima - cerco di farmi intendere
dinanzi a non so che tribunale di che sognata equità. E l'udienza è tolta.

(da Al fuoco della controversia,1978)