domenica 15 marzo 2015

Maria De Filippi: cinismo borghese travestito da sensibilità popolana



Quando il coraggio di vivere non c’è, e la possibilità di farlo con dignità latita, la disperazione sgorga fluente, e se quattro mura non la contiene, meglio arginarla nei pollici di un televisore.

Mamma RAI lo capì prima di tutte mandando in onda dal 21 dicembre 1995,  e a rituali cadenze fino al 2008.Carramba che sorpresa! Utilizzando l'afflato naïf  e decadente di Raffaella Carrà in breve tempo  la filastrocca « ... perché dopo tanti anni, (nome persona) È QUI!!! » divenne la ninnananna più amata dagli italiani con buona pace della Cuccarini e balie rampanti e zuccherose.

Perché la nostalgia è un’aria carogna e se non puoi contare su solide finestre, irrita tutta casa provocando guai a ripetizione.

Su questo duplicato catastrofismo, si basa il successo della bionda e occhialuta signora De Filippi, ieri sera in grande spolvero su Canale 5 con "C'è posta per te". Qui non siamo tra le chincaglierie gozzaniane, tra i sentimenti vivi e melensi di maestra Carrà. Qui parliamo di una brillante ex ragazza borghese, la signora Maria, che in arrivo dall'opulenta Pavia ha incrociato un guru del cinismo contemporaneo come Maurizio Costanzo: un uomo, uno sgabello, è il caso di dire. La consorte, preferisce svolazzare sulle inadeguatezze di uomini stretti nelle galere del precariato, padri anneriti nel rogo della disoccupazione, donne incerte e lamentose, madri tumide d’angosce ma con un sogno in cuore. Su queste bolle che il fato sciocco deflagra, si sublima l’evento imprevedibile che, canovacci lisi da anni (con questo fa diciassette) non hanno reso perfetti.

La scena ieri per stare all’attualità, è stata nefasta.

Anzi particolarmente infelice, non solo per le lacrime uscite da questa gente umile e umiliata, ma anche per un altro elemento di pornografia televisiva: ossia l'intervento degli ex più ex che esistano sul tubo catodico e attuali sposi Belen Rodriguez e Stefano De Martino seguiti poi da Federico Balzaretti ed Eleonora Abbagnato, idoli di padri mesti e madri raminghe, ascesi in platea in funzione consolatoria.

Dapprima inebetiti da tanta straziante autenticità, i quattro balbettano partecipazione, poi, aprendo i cordoni del portafoglio, consegnandosi alla metastasi del defilippismo più autentico,fatto di luccicanti rabberci, e valori pecuniari nascosti in fiabesche guaine, si danno alla più turpe elemosina.

Perché se oggi la politica non offre risposte e l’assistenza sociale chiude i battenti di fronte alla cancrena del popolo, la tv  invece, è sempre accesa attenta alle emergenze più imminenti.

E pazienza se dopo un rullo pubblicitario, una storia finisce e un’altra ne ricomincia perché è il ciclo della vita che snervata divora se stessa in un desinare infinito di cui ai poveri restano avanzi.

Scampoli di una vita sempre sullo sfondo che una notte di ribalta fa sembrare più fluida ma l’alba non capovolge, apparendo viscosa. Densa di una vicenda erronea che la levata mattutina prova a cambiare, ma eventi televisivi che odorano di paradossale, e surreale, e demenziale assieme, travolgono, allontanandoci  in automatico dalle comuni regole dell'esistere spiegazzandole  in becero assistenzialismo.

Mai come ieri, credo, la televisione ha rovesciato la sua feroce arroganza addosso a chi l'adora come una divinità ultraterrena. Mai Maria De Filippi, matrigna di quest’orrore catodico, ha mostrato con tanta esattezza cosa può essere il cinismo borghese travestito da sensibilità popolana.

Una sola parola, vetusta e fuori moda, può sintetizzare il tutto: vergogna. Sinceramente vergogna.




4 commenti:

  1. Divertente e istruttiva l'app dei Fumbles di Teresa Pascarelli: http://www.teresapascarelli.it/fumbles-the-app/

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  2. Davvero interessante bla 78! Ti ringraziio della segnalazione! Un abbraccioio.

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  3. Basta non andare ai suoi programmi. Io non capisco chi possa andare per farsi umiliare, ridicolizzare....e senza nemmeno essere pagati. Ma come si fa???? Chi mi vuole mi paga,...e dato che le varie televisioni hanno il brutto vizio di non pagare....io non ci vado e non rilascio nemmeno estemporanee interviste per strada.

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  4. Lo fanno in troppi infatti, e i nefasti effetti si vedono tutti.
    Grazie Pietro del suo commento! A presto.

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