Noto con inquietante insistenza l'aia biancoblu di Fb, sempre più cosparsa di campi da tris denominati hashtag. Io da piccolo preferivo il caos organizzato della ricreazione e all'ossessione virale del tag tifo sempre per la virilità del mio boxer. Gli hashtag son le zampe di gallina delle parole e le rughe della
comunicazione. Ricordatevelo prima di ridurre qualsiasi vostro
prurito emotivo
come il volto di Cher dopo l'ennesimo lifting.
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